Edizione 2012

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04

novembre

Foyer del Teatro Comunale Mario del Monaco, corso del Popolo

Anna D’Errico pianoforte

 

D. Bravi – Solo, C. Debussy – Les tierces alternées, M. Lanza – Mess, C. Debussy – La Cathédrale engloutie, G. Scelsi – Quattro illustrazioni, C. Debussy – Des pas sur la neige, E. Poppe – Thema mit 840 Variationen, C. Debussy – Feux d’artifice

 

Una citazione di De Kooning recita: „non è il passato che mi influenza, sono io ad influenzarlo“. i preludi di Debussy hanno sollevato una tale onda nell’universo delle possibilità del suono, che ancor oggi ne sentiamo l’impatto e la modernità in tutta la loro forza. per questo ho voluto avviare un progetto che affianchi cicli di preludi a brani di autori più recenti, scegliendo gli abbinamenti su un piano analogico, privilegiando di volta in volta una delle tante assonanze che possono verificarsi tra musica lontana in tempo e spazio. in un certo senso, questa operazione è bidirezionale nel modo in cui De Kooning intendeva, perché credo che la musica che precede riveli ancor più la sua forza quando illuminata retrospettivamente, a scoprire infinite nuove prospettive.

09

novembre

Happy new Ears ORE: 18:00
Ex Palazzo della Provincia

 

ore 18:00 RUMoRE, alEa E iNDEtERMiNaZioNE Conferenza di Marco Lenzi a vent’anni dalla sua scomparsa, la figura di John cage (1912 -1992) ci appare sempre più centrale nel complesso e variegato scenario del Novecento non solo musicale. la vastità e la profondità dell’influenza che il suo pensiero e la sua opera hanno esercitato anche in altri ambiti artistici (dal teatro alla danza, dalle arti visive alla letteratura) è infatti paragonabile soltanto a quella esercitata da Wagner sulla cultura europea di fine ottocento. se molte conquiste espressive delle prime e seconde avanguardie ci appaiono, oggi, molto più contestualizzate e storicizzate di vent’anni fa, la carica innovativa e provocatoria, il carattere ludico e aperto e, soprattutto, la vocazione sperimentale dell’opera di cage costituisce ancora un punto di riferimento imprescindibile per chiunque si interessi ai rapporti tra arte e cultura contemporanea.
ore 20:30 happy NEW EaRs Christopher McIntyre – trombone, Marco Fusi – violino, Roberto Durante – pianoforte, Simone Beneventi – percussioni, Giorgio Klauer – elettronica
Una grande festa dedicata a John cage presso lo spazio sorprendente dell’ex-palazzo della provincia dove l’arsenale rianimerà le stanze vuote con lavori scritti dal compositore americano o da artisti che a lui si sono ispirati. installazioni, concerti, elettronica, funghi…
In collaborazione con l’Ordine degli Architetti

10

novembre

Ars Trio ORE: 11:30
Ex Palazzo della Provincia

ore 09:00 RisiGNiFicaRE Gli spaZi URBaNi Convegno dell’Ordine degli Architetti immaginare luoghi e spazi per risignificare superfici e volumi, quantità senza nome. Relazionare gli aspetti della quotidianità alla ricerca culturale e artistica, alla loro sperimentazione, alla ricerca del superamento dei confini tra le arti anche con le tecnologie, mescolando percezioni, visiva e auditiva, trasferendo per osmosi idee, concetti e pensieri, agendo comunque con oggettività e scienza dell’arte. porre domande a una disciplina che non può rispondere con i soli propri mezzi, offre la possibilità di vagliare risposte che possono consentire all’architettura, di progredire nelle indagini sulla realtà, prima da riconoscere e poi da interpretare per rigenerarla e risignificarla.
ore 15:00 stoRia DEllE RisoNaNZE Conferenza di Nicola Buso Un suono non è mai soltanto un suono: il suono abita sempre uno spazio. abitare non è mai soltanto un giacere: è entrare in confidenza con i luoghi.
ore 16:30 il sUoNo pREpaRato Workshop con Roberto Durante Una panoramica sulla “preparazione” degli strumenti musicali partendo dalle prime innovazioni al pianoforte di John cage, per arrivare ai musicisti che ne sono stati fortemente influenzati nei più diversi ambienti musicali.
ore 18:00 pRoVE apERtE Peter Ablinger, Emanuele Torquati

11

novembre

Ex Palazzo della Provincia

Emanuele Torquati – pianoforte, Peter Ablinger – composizione ed elettronica
P. Ablinger – Voices and piano: Morton Feldman, Hanna Schygulla, Orson Welles, Guillaume Apollinaire, Mila Haugova, Anna Magnani*, Humbero Maturana, Valentina Tereshkova, José Luis Borges, Agnes Martin, Pierpaolo Pasolini
Voices and piano, opera iniziata nel 1998 ma tuttora aperta, comprende una galleria di ritratti musicali di personaggi celebri o meno famosi. le voci sono affidate alla parte elettronica mentre al pianoforte è riservato un ruolo concertante, non di puro e semplice accompagnamento della traccia vocale. Da pasolini ad apollinaire, passando per la prima donna scesa sulla luna Valentina tereshkova e l’attrice hanna schygulla, la serie risulta nell’insieme come una colorata e sorprendente collezione di istantanee della durata variabile tra i 2 e i 5 minuti, che sfiora complessivamente
le tre ore di musica. la selezione, in occasione della prima presenza italiana del compositore, include una decina di brani tra cui una novità assoluta dedicata ad anna Magnani.

10

novembre

Auditorium Stefanini

Ensemble L’arsenale Roberto Durante – synth Korg ms-10, Ilario Morciano – sax, Filippo Perocco – synth Nord Modular G1 e strumenti fatti in casa, Luca Piovesan – fisarmonica, Livia Rado – soprano, Lorenzo Tomio – chitarra elettrica e basso elettrico
Musiche in prima esecuzione assoluta di: A. Sadikova, J. Szmytka, R. Buck, L. Tomio, R. Durante, F. Perocco
Dopo più di venti anni di lavoro, orson Welles sembra aver lasciato volutamente incompleto il suo lungometraggio. il film si presenta come una successione di eventi eterogenei, sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista stilistico. salvo rari e sfortunati tentativi di rivalorizzazione, questo reperto è sempre rimasto nell’ombra. tramite una serie
di commissioni “ad hoc” a diversi compositori, eseguite in tempo reale da l’arsenale durante la proiezione, si tenta di avvicinare lo spettatore a questo capolavoro perduto e di creare un intenso e inedito coinvolgimento con la musica.
In collaborazione con Cineforum Labirinto
ingresso libero

18

novembre

Foyer del Teatro Comunale Mario del Monaco, corso del Popolo

Luca Ieracitano pianoforte

 

J. Cage (da Sonate e Interludi) – Sonata I – Sonata II – Sonata V – Terzo Interludio – Sonata XIII, E. Satie – Sonatine bureaucratique, H. Cowell (da Four encores to Dynamic Motion) – What’s this – Amiable conversation, J. Cage – Metamorphosis I – Metamorphosis IV, I. Fedele – Etude n.5, J. Cage – Ophelia, A. Schönberg – Suite op.25, M. Feldman – Nature pieces n. IV e V, M. Ravel – La vallée des cloches
Nel centenario della nascita, questo concerto ripropone alcuni lavori del primo periodo creativo di John cage, legato all’invenzione del concetto di preparazione. contemporaneamente il programma accosta ai suoi lavori opere di musicisti che hanno influenzato il compositore statunitense. Dai suoi maestri henry cowell ed arnold schönberg, ad Eric satie (“indispensabile” a detta
di cage), fino a compositori che sono stati più o meno direttamente da lui influenzati, come Morton Feldman.

23

novembre

Museo di Santa Caterina

Ensemble cantierezero Stefania Amisano e Claudio Cristani – pianoforte, Giorgio Klauer e Stefano Trevisi – regia del suono, con la partecipazione di Ivan Rabaglia – violino
G. Klauer – Three Men in a Wormhole*, A. Di Scipio – chpn3.2*, J. Cage – Two6, S. Trevisi – Still again Sealed again*, F. Nieder – Requiem für einen Namen, G. E. Winkler – Black Mirrors II*
ispirato al celebre film cult di fantascienza diretto da Don siegel, il progetto Bodysnatchers / Ultracorpi è basato sull’interazione tra strumenti ed elettronica, mediante l’utilizzo di dispositivi appositamente sviluppati in grado di esplorare e interrogare il corpo degli strumenti acustici con il quale entrano in relazione. il confronto dei musicisti con i dispositivi è a sua volta una metafora del concetto di identità e allude a tematiche complesse quali la contaminazione,
il métissage e i processi di mutazione cui lo spazio naturale è soggetto, potenzialmente distruttivi ma anche capaci di indurre scelte vitali per la generazione di nuovi spazi di esistenza. il progetto è ideato e realizzato da cantierezero con il contributo di sKE austro Mechana.

25

novembre

Foyer del Teatro Comunale Mario del Monaco, corso del Popolo

Emanuele Torquati pianoforte

Francesco Dillon violoncello

 

F. Liszt – Die Zelle in Nonnenwerth S382, D. Ghisi – Chansons (1 L’autre d’antan, 2 Presque transi, 3 Ma bouche rit), R. Schumann – Abendlied, C. Bauckholt – Ohne worte, M. Pagliarani – Schubert sotto la neve*, J. Brahms – Feldeneinsamkeit op. 86 n. 2 – Minnelied op. 71 n. 5, H. Lachenmann (da “Ein Kinderspiel”) – Haenschen Klein, S. Sciarrino – Melencolia 1, G. Fauré – Après un reve, Jacob TV – May this bliss never end
Distant voices, still lives è un percorso sul filo della memoria, alla ricerca, all’inseguimento di una moltitudine di voci fuggenti. Voci che raccontano, voci che cantano, voci assenti, voci soltanto evocate. Un viaggio musicale per violoncello e pianoforte, attraverso lieder romantici (schumann trascritto dall’amico Grutzmacher, Brahms, liszt), lieder contemporanei (Bauckholt, pagliarani), giustapposizioni di chansons (Ghisi e Fauré), fantasmi
di note canzoni (stardust in sciarrino, hanschen Klein in lachenmann), frasi di uomini celebri (chet Baker in Jakob tV) trasformate in un gioco di specchi e di echi che vuole superare le barriere stilistiche e di genere per creare un nuovo filo rosso fra suoni solo apparentemente lontani fra di loro.

30

novembre

Piazzetta Mario Botter

ENSEMBLE L’ARSENALE

Roberto Durante – synth Korg ms-10, Ilario Morciano – sax, Filippo Perocco – synth Nord Modular G1 e strumenti fatti in casa, Luca Piovesan – fisarmonica, Livia Rado – soprano, Lorenzo Tomio – chitarra elettrica e basso elettrico

 

F. Perocco – Song, L. Tomio – You are sick, M. Djordjevic – Trace (of darkness), J. Cage – Four6
a duecento anni dalla nascita, un ricordo di Robert Browning, poeta e drammaturgo britannico. i nuovi lavori commissionati e presentati in prima assoluta agli incontri asolani, guideranno gli ascoltatori in un viaggio tra le opere dello scrittore che ha vissuto per lungo tempo in italia: “il primo giorno dell’anno in asolo, nella Marca trevigiana. Una camera comune, ma vasta e ariosa. pippa, giovane operaia setaiola, balza dal letto. Giorno!…”.
Un anno prima di morire, John cage ha scritto Four6. appartiene ai cosiddetti 50 number pieces che impegnano il compositore negli ultimi anni della sua vita e si basa sulle “time brackets” (griglie temporali). all’interno di ogni griglia viene dato un suono o una serie di suoni. cage lascia agli esecutori la scelta degli strumenti, dei timbri, delle dinamiche e degli infiniti parametri da far risuonare nella sala da concerto. E’ questo il contributo de l’arsenale alla conoscenza delle musica di cage, con l’avvertenza che conoscerla significa affrontare la sfida dei paradossi che l’hanno sorretta. secondo cage, infatti: ”comporre è una cosa, eseguire un’altra, ascoltare un’altra ancora. che possono avere a che fare l’una con l’altra?”.

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